Traducir
English French German Italian Portuguese Russian Spanish
ANS - Agenzia Notizie Salesiana
ANS - Agenzia Info Salesiana. Periodico plurisettimanale telematico, organo di comunicazione della Congregazione Salesiana

  • RMG – Nominato il nuovo Superiore della Visitatoria AET
    RMG – Nominato il nuovo Superiore della Visitatoria AET

    (ANS – Roma) – Nell’ambito dei lavori del Consiglio Generale, e con il consenso degli altri membri del Consiglio, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha nominato don Medhi Hailemariam come Superiore della Visitatoria Africa-Etiopia (AET) per il sessennio 2019-2025.

    Don Medhi Hailemariam è nato ad Awo, Etiopia, il 1° ottobre del 1974, ha compiuto il suo noviziato tra il 1994 e il 1995 presso la casa salesiana di Addis Abeba-Gotera; ha emesso i voti perpetui il 19 agosto del 2001, ad Addis Abeba; ed è stato ordinato sacerdote il 4 maggio 2003 ad Adigrat.  

    Tra il 2003 e il 2006 ha servito nella comunità di Adua, dapprima come Vicario, poi come Parroco ed Economo. Ha poi trascorso diversi anni a Roma (2006-2009 e 2014-2016) per perfezionare i suoi studi presso l’Università Pontifica Salesiana (UPS), anni intervallati dal lavoro prestato in Kenya, presso la casa di formazione salesiana di Nairobi-Utume (2009-2013).

    Attualmente risiede ad Addis Abeba e serve come Direttore nella comunità di Mekanissa; è inoltre Consigliere ispettoriale e Delegato per la Famiglia Salesiana.

    Don Hailemariam succede a don Estifanos Gebremeskel.

    • RMG
    • Nomine
    • Ispettori
    • AET


    • Nicaragua – Nuove opportunità di studio e formazione per i giovani
      Nicaragua – Nuove opportunità di studio e formazione per i giovani

      (ANS – Managua) – È stato inaugurato nei giorni appena trascorsi a Managua il Laboratorio-Scuola di Manutenzione e Riparazione di motocicli “Pbro. Salvador Cafarelli SDB”, finanziato dalla Cooperazione Svizzera in America Centrale e realizzato in collaborazione tra il Centro Giovanile “Don Bosco” e “Casa Pellas”, un’importante azienda nicaraguense attiva nella rivendita e nel noleggio di veicoli.

      Il laboratorio-scuola può contare su tutti gli elementi necessari per un ambiente di apprendimento teorico-pratico di qualità: dallo sviluppo curricolare con assistenza tecnica del marchio Yamaha alle attrezzature e ai materiali all’avanguardia.

      Per la Cooperazione Svizzera l’educazione è fondamentale per la crescita dei Paesi in via di sviluppo; per questo da oltre 10 anni investe in Nicaragua, sostenendo la formazione professionale e l’educazione tecnica.

      Nell’ambito del suo Programma di Sviluppo delle Competenze per l’Impiego, attuato da Swisscontact, contribuisce a ridurre la povertà e la vulnerabilità dei giovani nicaraguensi attraverso corsi di formazione che corrispondono alle attuali esigenze del mercato.

      I giovani che partecipano a questo corso hanno la possibilità di sviluppare le proprie capacità tecniche nella riparazione e nella manutenzione delle moto, nonché di entrare nel mondo del lavoro, lavorando come meccanici dipendenti o avviando una propria officina.

      Nell’ambito di questo impegno congiunto, “Casa Pellas”, forte della sua esperienza, si è assunta l’impegno di supportare il laboratorio-scuola con attrezzature e strumenti e attraverso il perfezionamento delle competenze tecniche dei docenti di meccanica motociclistica – che saranno debitamente formati in Giappone dal marchio Yamaha. In tal modo, i giovani che usciranno dal centro “Pbro. Salvador Cafarelli SDB” avranno una formazione certificata, aggiornata e di qualità.

      Il programma prevede inoltre un corso online gratuito sulla sicurezza stradale in moto – un valore condiviso da Casa Pellas, Centro Giovanile Don Bosco e Cooperazione Svizzera; pertanto i giovani allievi del laboratorio-scuola potranno ottenere una doppia certificazione, come meccanici di moto e professionisti della sicurezza stradale.

      Per il Centro Giovanile Don Bosco questi corsi tecnici permettono ai giovani di apprendere competenze specialistiche e di conseguire in tal modo mezzi per vivere onestamente. Per questo i salesiani di Managua invitano tutti i giovani nicaraguensi a visitare il loro centro per saperne di più su queste opportunità di formazione, e informano sin da ora che sono disponibili borse di studio che coprono fino al 90% dei costi totali del corso.

      Questo è solo il primo di dieci laboratori che verranno allestiti o riadattati, nell’ambito di questo programma, in diversi Centri di Formazione Professionale di tutto il Nicaragua.

      Di F. Cardoza – G. Arévalo

      Fonte: La Jornada

      • Nicaragua
      • CAM
      • Formazione Professionale


      • Gran Bretagna – Una visita studentesca che arricchisce tutti quanti
        Gran Bretagna – Una visita studentesca che arricchisce tutti quanti

        (ANS – Londra) – Nella seconda settimana di giugno un gruppo di adolescenti della scuola salesiana “El Pilar” di Soto del Real, a Madrid, Spagna, ha visitato la scuola salesiana “Saint John Bosco” (SJBC) di Battersea, a Londra, Gran Bretagna, nell’ambito di un programma di perfezionamento linguistico ed educativo. “Per gli studenti è stata una bella e piacevole scoperta vedere che Don Bosco è lo stesso in tutto il mondo”, ha detto la prof.ssa Cristina Rogel López, una delle docenti accompagnatrici del gruppo.

        La prof.ssa Tharsis, Responsabile delle Lingue Straniere Moderne della SJBC, da parte sua, ha detto che i suoi studenti si sono molto divertiti a condividere le lezioni scolastiche con i visitatori al mattino, così come a partecipare alle attività extracurricolari al pomeriggio, come quando tutti insieme hanno cucinato delle tipiche tortillas nella cucina della scuola.

        Tra le attività in programma durante la settimana c’è stato anche un laboratorio sul valore della conoscenza delle lingue straniere, al quale sono intervenuti anche diversi adulti immigrati in Gran Bretagna da Paesi ispanofoni, che si sono trasferite senza conoscere l’Inglese. “Sentendo quanto sia stato difficile per alcuni di loro all’inizio, i nostri allievi hanno compreso quanto siano fortunati a poter studiare l’inglese a scuola”.

        La pratica della lingua è stata certamente una delle motivazioni alla base del viaggio, ma non l’unica. Altri obiettivi fondamentali, infatti, sono stati “favorire la conoscenza della cultura inglese, trasmettere il valore della coesistenza pacifica tra persone diverse, approfittare dell’opportunità di essere in una scuola salesiana in un Paese diverso, dove i valori e le abitudini quotidiane sono molto simili ai nostri” ha spiegato la prof.ssa López Rogel.

        I visitatori spagnoli, ovviamente, oltre al tempo nelle aule hanno apprezzato tantissimo le attività all’esterno, come le visite culturali al Museo di Storia Naturale, alla Torre di Londra e al Big Ben o le passeggiate lungo il Tamigi e “certamente, anche gli acquisti a Camden Town e Piccadilly”.

        Ad ogni modo, in tutte le attività, anche quelle più rilassanti, non è mai mancato uno scopo educativo. “Gli studenti lavoravano in gruppi di 6 persone e ogni giorno avevano degli indovinelli da risolvere in relazione ai luoghi che avremmo visitato in giro per la città. Pertanto, dovevano prestare attenzione e guardare le cose e i monumenti con attenzione” ha spiegato la docente. La quale ha anche osservato che l’esperienza è stata molto interessante anche per il personale coinvolto: riscoprire la città con i loro studenti e vedere come si divertivano a conoscere cose nuove è stata una grande gioia per gli insegnanti. Senza contare che tali occasioni permettono di instaurare relazioni con gli allievi in una maniera che difficilmente si ottiene nelle aule.

        Da segnalare, infine, che negli stessi giorni, a Madrid, presso la scuola “El Pilar” erano in visita degli allievi della scuola salesiana inglese di Farnborough, che hanno realizzato un’esperienza simile, approfondendo la lingua e la cultura spagnole.

        {gallery}GBR - Scambio culturale - 2019{/gallery}

        • Gran Bretagna
        • GBR
        • Spagna
        • Scuole


        • RMG – Un momento di riconoscenza nella festa al Rettor Maggiore
          RMG – Un momento di riconoscenza nella festa al Rettor Maggiore

          (ANS – Roma) – Il futuro santo dei giovani aveva appena un giorno di vita, in quel 17 di agosto 1815, quando i suoi genitori Francesco Bosco e Margherita Occhiena lo portarono a battezzare, con il nome di Giovanni Melchiorre. “A Valdocco venivano organizzate diverse feste con solenni funzioni liturgiche, ricche accademie poetico-musicali e ospiti illustri… A Torino la festa di san Giovanni Battista (24 giugno) era la festa patronale della città e della diocesi, celebrata persino con un colpo di cannone e gli spari a salve dei fucili delle truppe – scrive lo storico salesiano, don Francesco Motto –. I giovani del primissimo oratorio di Valdocco iniziarono in quel giorno a celebrare Don Bosco e ad offrirgli dei fiori, credendo che fosse l’onomastico. Don Bosco glielo lasciò fare e lo fece per tutta la vita”. Così ora questa festa è divenuta patrimonio della storia dei Successori di Don Bosco.

          Durante l’omelia della Messa celebrata ieri, 24 giugno, per la festa della riconoscenza al Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime ha detto: “Nella festa di Don Bosco e nella festa che celebriamo oggi per il Rettor Maggiore, la prima cosa che devo fare è rivolgere grazie a ciascuno di voi, perché nulla si può fare senza la presenza di voi laici e salesiani… Senza il servizio silenzioso e nascosto, non sarebbe possibile raggiungere tutto il mondo salesiano. Il vostro lavoro è qualcosa di trascendente, molte volte non sappiamo dove arriva il vostro lavoro e il vostro messaggio… Oggi di sicuro diventa un momento di gratitudine”.

          Don Á.F. Artime ha concentrato le sue parole nel ringraziamento a ciascuno dei salesiani e laici che collaborano alla missione di Don Bosco, e si è congratulato con i salesiani che celebrano quest’anno un importante anniversario: “Celebrare un anniversario è un segno di fedeltà a Dio e alla missione con i giovani”, ha detto.

          In modo molto significativo ha poi indicato a tutti: don Francesco Maraccani, per i 65 anni di Professione Religiosa; don Luigi Fedrizzi, per i 50 anni di ordinazione; e poi, per il “Giubileo d’Argento” dei 25 anni di ordinazione: don Stefano Martoglio, don Francisco Santos, don Horacio López, e don Saimy Ezhanikattu.

          Alla celebrazione era presente anche mons. Alberto Lorenzelli, Vescovo ausiliare di Santiago del Cile, che ha offerto al Rettor Maggiore una bel reliquiario con una reliquia di prima classe di Don Bosco, “perché, nella Sede Centrale Salesiana, Don Bosco ci aiuti sempre ad amare Dio e i giovani a cui siamo inviati”.

          {gallery}RMG - Festa RM 2019{/gallery}

          • Rettor Maggiore
          • Ángel Fernández Artime
          • RMG
          • Don Bosco


          • Cile – Il ruolo del laico nella Chiesa di oggi: tu cos’hai da dire?
            Cile – Il ruolo del laico nella Chiesa di oggi: tu cos’hai da dire?

            (ANS – Santiago) – Non c’è dubbio che la domanda su quale sia il ruolo dei laici nella Chiesa oggi sia un tema in voga, per vari motivi; vuoi per la scarsità di chierici, vuoi per la presenza più significativa e la riscoperta dei laici nella missione della Chiesa. Per questo, sabato 22 giugno, circa 100 persone, appartenenti a diversi gruppi della Famiglia Salesiana, si sono radunate nell’auditorium del centro educativo “Salesianos Alameda” a Santiago e hanno partecipato al dibattito dal titolo: “Il ruolo dei laici nella Chiesa di oggi”, condotto dal noto teologo Antonio Bentué.

            Il docente, Professore Associato della Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica del Cile, ha focalizzato il suo intervento a partire da una frase della lettere inviata da Papa Francesco al popolo di Dio in Cile, laddove scrive: “la Chiesa ha bisogno che vi facciate la carta d’identità degli adulti, degli adulti spiritualmente parlando, e abbiate il coraggio di dirci cosa provate e cosa pensate”.

            Per il prof. Bentué, la lettera del Santo Padre è stato un appello a non aver paura, perché i tempi di crisi che la Chiesa cilena sta vivendo possono essere un segno per ritrovare il proprio baricentro e tornare all’essenza del cristianesimo.

            Per quanto riguarda il ruolo dei laici, il teologo ha affermato che la domanda principale che dobbiamo porci è: “Quanto siamo stati coerenti con il magistero della Chiesa?” e ha sottolineato la grande responsabilità fraterna che i laici hanno nell’aiutare i “fratelli consacrati” a svolgere il loro lavoro pastorale.

            “Credo che questi confronti e dibattiti siano uno stimolo a continuare l’impegno di assumere il nostro vero ruolo come laici. Penso che ci sia molto lavoro da fare, ma le persone sono sempre più coinvolte. Se ognuno fa la sua parte, possiamo fare in modo che le cose migliorino”, ha detto Rocio Olivé, del gruppo della Famiglia Salesiana “Cancão Nova”.

            Per Manuel Poza, diacono permanente della parrocchia “San Giovanni Bosco”, l’iniziativa è stata positiva e quanto presentato dal prof. Bentué è in sintonia con ciò che il Santo Padre vuole: “Che i laici non abbiano tanta dipendenza dai sacerdoti e allo stesso tempo ci sia vera collaborazione tra i due gruppi. I laici sono desiderosi di proporre idee per migliorare la nostra Chiesa e il nostro rapporto con le persone consacrate”, ha detto.

            L'incontro ha avuto un secondo momento in cui i presenti hanno potuto porre domande al prof. Bentué. In questa fase quale sono stati dibattuti altri argomenti di grande rilevanza, come, ad esempio: “Cosa facciamo con l’educazione alla fede?”; “Qual è l’essenza del cristianesimo”, e “Quand’è che abbiamo lasciato Gesù fuori dalla nostra chiesa?”

            L’appuntamento si è concluso con l’invito a continuare la riflessione nei diversi gruppi e a lavorare su come tradurre le idee in azioni concrete.

            • Cile
            • CIL
            • Laici
            • Chiesa


            • Stati Uniti – Premio alla cultura al salesiano indiano don Abraham Kavalakatt
              Stati Uniti – Premio alla cultura al salesiano indiano don Abraham Kavalakatt

              (ANS – New York) – Un folto pubblico ha assistito, mercoledì scorso, 19 giugno, nella sede del Consolato generale d’Italia a New York, alla premiazione del salesiano indiano don Abraham Kavalakatt con una Targa al Merito da parte della “Fondazione Pantheon”. Il premio gli è stato assegnato per il suo voluminoso saggio “Vie meravigliose di Dio. Il magistero della Chiesa sulla salvezza dei non cristiani”.

              Ricco il parterre degli ospiti illustri presenti, a cominciare dal Console Generale d’Italia, dott. Francesco Genuardi, e del cardinale salesiano Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e Coordinatore del Consiglio dei Cardinali, e proseguendo poi con il Prefetto del Dicastero vaticano per la Comunicazione, dott. Paolo Ruffini, e con il prof. Luigi Frati, già Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, accompagnati da diverse altre personalità del mondo accademico ed ecclesiastico che hanno animato il dibattito in una sala affollata e grandemente interessata al tema della ricerca di Dio e della possibilità della salvezza in Cristo, offerta a tutti gli uomini.

              “Tutti cercano in qualche modo Dio e la questione della salvezza – ha spiegato don Kavalakatt – è un tema di forte risonanza, oggi come anche prima del Concilio Vaticano II, che ha prodotto studi, interpellato esperti e teologi e che ha avuto un graduale sviluppo storico”.

              Il libro del salesiano, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, nella collana Fede e Dialogo, ad un anno dalla sua pubblicazione continua a suscitare un interesse tra il pubblico superiore alle aspettative, al di là del naturale interesse degli studiosi della materia per un’opera ampia ed accurata e con un grande corredo di riferimenti bibliografici.

              Il testo, infatti, raccoglie in 750 pagine gli insegnamenti dei Padri conciliari del Vaticano II e poi il Magistero pontificio di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, riportandone anche gli echi, le adesioni e le critiche sollevate, interne ed esterne alla comunità ecclesiale.

              Come ha sottolineato il cardinale Maradiaga, il testo rappresenta un lavoro approfondito e prezioso sul “rapporto fra teologia delle religioni e salvezza dei non cristiani, diventato più acuto dopo il Vaticano II”. “Il Magistero, naturalmente – ha aggiunto il porporato – non si è fermato al Concilio” ma “in relazione con la discussione teologica e con l’incremento del dialogo interreligioso, in diversi ambiti e in diversi livelli, i Papi hanno continuato l’insegnamento su questi temi”. E “come spesso capita – ha osservato ancora il cardinale - dopo i pronunciamenti magisteriali, la riflessione teologica riprende e approfondisce i temi trattati. La storia del Concilio vaticano non costituisce un’eccezione a questa regola. Sappiamo anche bene, che per quanto riguarda i punti oggetto di questo lavoro, non tutti i contributi teologici potevano essere pacificamente accolti”.

              Tra “le pagine più commoventi e innovative”, “nel percorso della grazia e della salvezza in Gesù Cristo che raggiunge ‘gli altri’ (i non cristiani) in modi ‘meravigliosi’” il porporato ha segnalato quelle dedicate agli insegnamenti più recenti di Papa Francesco, attraverso l’analisi delle omelie di Santa Marta, le catechesi per le udienze generali e gli Angelus, dove risulta facilmente comprensibile che “la porta della salvezza è stretta, ma sempre aperta tutti”.

              “La Chiesa accompagna l’uomo e indica la strada che Essa conosce – ha ricordato infine don Kavalakatt – Dio non ci ha rivelato altri progetti di salvezza. Egli è libero di raggiungere gli uomini come vuole ma a noi ha manifestato quest’unico modo, il modo trinitario di salvezza… Non sappiamo se ci sono altre vie possibili della salvezza perché l’unica rivelata da Cristo è questa ma se ci sono altre vie, solo Dio le conosce”.

              di Roberta Gisotti

              Fonte: Vatican News

              • Stati Uniti
              • Libri
              • Teologia
              • UPS


              • Italia – Don Luigi Bosoni, SDB, riposa in pace
                Italia – Don Luigi Bosoni, SDB, riposa in pace

                (ANS – Roma) – Ieri, domenica 23 giugno, Solennità del Corpus Domini, presso l’ospedale Vannini di Roma – dove era ricoverato da circa un mese – è deceduto don Luigi Bosoni, già Consigliere per la Regione Italia-Medio Oriente per 10 anni.

                Don Bosoni era nato il 13 marzo 1928 a Livraga (MI), aveva frequentato il noviziato salesiano di Montodine tra il 1944 e il 1945 ed emesso la professione perpetua, sempre a Montodine il 16 agosto 1951. Era stato consacrato sacerdote a Roma il 7 dicembre 1954.

                Nella sua lunga vita salesiana ha svolto gli incarichi di Direttore a Darfo (1964-67), Direttore e Maestro dei Novizi a Missaglia (1968-71), Direttore e Parroco dapprima a Bologna (1971-77) e poi a Salerno (1990-2002).

                Dopo essere stato Superiore dell’allora Ispettoria Novarese Elvetica (1978-1980), è stato dal 1980 al 1990 membro del Consigliere Generale, in qualità di Consigliere per la Regione Italia-Medio Oriente. 

                Ha trascorso gli ultimi 17 anni della sua vita presso la comunità “San Tarcisio” di Roma, dove i suoi confratelli lo ricordano “con affetto, ammirazione e gratitudine soprattutto per la sua testimonianza di fedeltà al Signore e per la sua lunga vita donata per l’educazione dei giovani, per la formazione dei salesiani e nel governo della Congregazione”.

                Don Bosoni ha lasciato questa terra a 91 anni d’età, 74 anni di vita consacrata salesiana, 65 anni di sacerdozio.

                • Italia
                • Decessi
                • ICC


                gototop