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  • Italia – Il Rettor Maggiore presiede le Professioni Perpetue di otto salesiani
    Italia – Il Rettor Maggiore presiede le Professioni Perpetue di otto salesiani

    (ANS – Roma) – Nel giorno in cui la Famiglia Salesiana commemora san Domenico Savio – ieri, 6 maggio – e nella chiesa a lui dedicata in Roma, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha presieduto l’Eucaristia nella quale ha accolto i voti perpetui di otto giovani salesiani provenienti da 4 diversi continenti.

    A concelebrare insieme al Rettor Maggiore c’erano: don Maria Arokiam Kanaga, Superiore della Visitatoria “Maria Sede della Sapienza” dell’Università Pontificia Salesiana (UPS); don Nicolussi, confessore della comunità e già Consigliere Generale per la Formazione; il Direttore della comunità, don Adam Kazimierz Homoncik; e altri salesiani.

    Durante l’omelia Don Á.F. Artime, ha toccato diversi punti per provare a sintetizzare, pur in poco tempo, i cardini della vita salesiana: una vita pienamente dedicata a Dio e ai ragazzi. Dapprima ha richiamato il senso profondo della professione perpetua come una donazione completa a Dio. “Se Dio non si trova al centro del cuore, prima o poi la stanchezza ci divora, la vita ci brucia”. Per questo ha invitato gli otto salesiani a chiedere a Dio che “l’alleanza sia forte, salda e duratura”.

    Poi, ricordando il suo sogno “di una Congregazione formata da Salesiani di Don Bosco felici” ha parlato della vita comunitaria salesiana come occasione di felicità, e li ha invitati ad assumere “l’umanità di Don Bosco” verso i giovani poveri, senza accontentarsi di una vita “comoda”.

    “Carissimi confratelli giovani, voi offrite la vostra vita a Dio per viverla con vera passione, con quell’umanità che si lascia colpire dal dolore degli altri” ha poi aggiunto, sottolineando che solo in quel modo si potrà evitare il rischio “di diventare una Congregazione d’èlite”.

    Successivamente ha evidenziato la priorità della consacrazione salesiana sulla dimensione sacerdotale o laicale della propria vocazione; e ha illustrato la Croce del Salesiano come simbolo che ricorda costantemente il modello a cui i salesiani sono chiamati a conformarsi: Gesù Buon Pastore.

    Infine, ha messo in luce come la comunità e la fraternità facciano parte del deposito carismatico della Congregazione, e ha rimarcato il “segno profetico” costituito dalla presenza così riccamente multiculturale dei nuovi salesiani per sempre.

    Infatti, gli otto neo-professi perpetui che si sono formati nella comunità “Beato Zeffirino Namuncurá” di Roma, presso lo Studentato Teologico Gerini, sono una piccola rappresentanza della varietà culturale e geografica dell’intera Congregazione: provengono da Asia (Timor Est, Sri Lanka, Corea del Sud), Americhe (Haiti, Brasile), Europa (Polonia) e Africa (Tanzania, Rwanda e Madagascar).

    L’Eucaristia, celebrata nel pieno rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid-19, è stata trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook della comunità dello Studentato Teologico, ed è pertanto tuttora visibile qui.

    Mentre su Flickr sono presenti le foto della celebrazione.

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    • Colombia – Comunicato ufficiale sulla situazione di ordine pubblico che attraversa il Paese
      Colombia – Comunicato ufficiale sulla situazione di ordine pubblico che attraversa il Paese

      (ANS – Medellín) – A partire dallo scorso 28 aprile proteste di piazza, marce e manifestazioni hanno avuto luogo nelle principali città della Colombia: iniziate a motivo dell’annuncio di una impopolare riforma fiscale, poi ritirata, sono proseguite successivamente come critica verso le autorità per la gestione della pandemia di Covid-19, che vede il Paese profondamente colpito e le sue strutture sanitarie in crisi. Di fronte a questa situazione, e soprattutto a seguito degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, che hanno causato già 24 vittime e oltre 800 feriti, i Salesiani dell’Ispettoria di Medellín (COM) hanno diffuso un comunicato ufficiale.

      Noi, membri della Comunità Salesiana, Ispettoria “San Luigi Bertrando” di Colombia-Medellín, riconosciamo la difficile situazione che il nostro Paese sta attraversando, non solo per la crisi di salute pubblica derivante dalla pandemia di Covid-19, ma anche, e più tristemente, per la grave emergenza umanitaria e la violazione dei diritti umani di molti colombiani e colombiane, a seguito delle mobilitazioni sociali iniziate lo scorso 28 aprile.

      In questo difficile momento ribadiamo la nostra difesa della non violenza e della pace, così come il pieno riconoscimento dei Diritti Umani e del valore inalienabile della vita e della dignità di ogni persona. Riconosciamo e siamo solidali con tutti i nostri fratelli e sorelle che, esercitando il loro legittimo diritto di protestare pacificamente, sono stati vittime di abusi di ogni tipo.

      Rifiutiamo gli oltraggi e le azioni violente che causano danni agli altri, così come l’indolenza, l’indifferenza e il silenzio di coloro che evadono l’obbligo di denunciare.

      Sosteniamo i nostri destinatari, genitori e collaboratori che si sono uniti alla voce di una nazione che chiede solo equità, giustizia e pace per tutti. Offriamo le nostre opere come spazi di riflessione, consenso e incontro, sempre in un dialogo libero, rispettoso e democratico.

      I valori del Vangelo e gli atteggiamenti di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ci motivano a camminare con i nostri fratelli e sorelle in un agire che non scaturisce solo dall’empatia, ma nasce chiaramente dalla fede. Questo è ciò che ci insegna San Giovanni Bosco con il suo Sistema Preventivo, per educare ed evangelizzare in vista della formazione di buoni cristiani e onesti cittadini, specialmente quelli più poveri ed esclusi.

      L’Ispettore e il suo Consiglio.

      Commissione Ispettoriale sui Diritti Umani

      Don Luis Fernando Valencia

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      • RMG – Lettera del Rettor Maggiore ai salesiani dell’India: “Sentitevi sostenuti dalla nostra preghiera e vicinanza”
        RMG – Lettera del Rettor Maggiore ai salesiani dell’India: “Sentitevi sostenuti dalla nostra preghiera e vicinanza”

        (ANS – Roma) – Una lettera per esprimere e testimoniare ai suoi confratelli e alla popolazione locale “la vicinanza, il fraterno affetto e la grande preoccupazione” suoi personali e di tutta la Congregazione: è quella che ha inviato in questi primi giorni di maggio, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, al Consigliere Generale per l’Asia Sud, don Michael Biju, agli Ispettori e ai salesiani in India.

        Don Á.F. Artime è consapevole che la vastità della nazione indiana impedisce facili generalizzazioni; e tuttavia, le notizie che arrivano dagli stessi salesiani e dai media internazionali descrivono una situazione difficilissima.

        “Tra le zone che stanno soffrendo maggiormente vi sono aree in cui siamo intensamente presenti come comunità salesiane”, ricapitola il Rettor Maggiore, citando poi le criticità registrate dalla Famiglia Salesiana nelle aree di Calcutta, Mumbai e Shillong.

        Le difficoltà ad avere assistenza medica e cure appropriate, “un problema condiviso un po’ in tutto il Paese”, così come quelle per gli spostamenti, anche se in situazione di emergenza… Il X Successore di Don Bosco contempla con cuore sofferente i tanti problemi di cui è stato informato.

        E si fa prossimo: “Non sono io, cari confratelli che posso illustrarvi ciò che voi e la vostra gente conoscete benissimo e quotidianamente… Ma vorrei che voi sentiste forte la vicinanza mia e di tutta la Congregazione, di tutti i confratelli e della Famiglia Salesiana di tutto il mondo”.

        A titolo di sprone di fronte ad una realtà che rischierebbe di fiaccare gli animi, loda poi il grande contributo dato dalla Famiglia Salesiana nei mesi passati: “La vostra risposta a questa sfida globale nei mesi scorsi è stata esemplare per tutto il mondo salesiano. Siete intervenuti con prontezza e grandissima generosità a fianco di chi più aveva bisogno, moltiplicando gli sforzi e le iniziative. … Una prova viene anche dalle centinaia di confratelli che han perso la vita a causa del contagio dall’inizio della pandemia fino ad oggi”.

        Per tutto questo, rassicura che “il vostro dolore non ci lascia indifferenti”. E, come detto anche nel suo messaggio per la Strenna 2021, ricorda che la Speranza in Dio e Maria Ausiliatrice non può essere sottratta nemmeno dalla pandemia, e in questo mese di maggio affida “tutti e ciascuno di voi alla Madre del Cielo perché sostenga la vostra vita, aiuti tutti noi a sostenere le vostre fatiche con la vicinanza e la solidarietà”.

        Il testo della lettera è disponibile a fondo pagina, nella versione ufficiale inglese, e nella bozza preparatoria in italiano.

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        • Belgio – Don Bosco International: “Educazione per il Futuro dell’Europa”
          Belgio – Don Bosco International: “Educazione per il Futuro dell’Europa”

          (ANS – Bruxelles) – Domenica prossima, 9 maggio 2021, ricorre la Giornata dell’Europa, e l’Unione Europea aprirà ufficialmente la Conferenza sul futuro dell’Europa (CoFoE). Questa conferenza è un processo partecipativo pan-europeo per ripensare l’integrazione europea, che viene facilitato da una piattaforma digitale multilingue disponibile già dal 19 aprile. Da parte sua il Don Bosco International, l’ente che rappresenta le istituzioni salesiane presso gli organismi dell’UE, contribuisce a questa riflessione pubblicando la versione digitale degli Atti della Conferenza che ha organizzato il 29 gennaio 2021, alla vigilia della Festa di Don Bosco, dal titolo “Next Generation Edu - Educazione per il Futuro dell’Europa”.

          La Conferenza venne aperta dai messaggi dell’eurodeputato David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, e del commissario Mariya Gabriel, Commissario europeo per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Educazione e la Gioventù. Alla Conferenza sono intervenuti molti educatori e animatori salesiani di diversi Paesi dell’UE, insieme a due partner del DBI espressione della società civile dell’UE.

          Come dichiarato nelle conclusioni di questa Conferenza dal Presidente del DBI, il Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, don Miguel Angel García Morcuende, Don Bosco “aveva quella capacità carismatica di raccogliere intorno a sé centinaia di giovani entusiasti della sua missione educativa, per sostenere i giovani delle classi inferiori che, lasciati al loro destino, sarebbero stati potenzialmente un pericolo sociale. Per questo ha sempre cercato di fare rete con tutti coloro che potevano collaborare alla sua causa, come abbiamo visto in questo incontro online”.

          Seguendo l’esempio di Don Bosco, il DBI afferma oggi: “Noi crediamo che il futuro dell’Europa abbia bisogno di immaginazione. Di un'educazione di qualità e inclusiva. I bambini e i giovani in Europa sognano di osare. E noi abbiamo bisogno di osare sognare con loro”.

          È possibile scaricare e condividere questi Atti in inglese, francese e italiano. Prossimamente saranno messi a disposizione anche in spagnolo.

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          • Brasile – Una Visita Straordinaria segnata da momenti di fede e condivisione
            Brasile – Una Visita Straordinaria segnata da momenti di fede e condivisione

            (ANS - Salvador) – Sono state giornate molto fitte quelle trascorse nelle ultime settimane da don Gabriel Romero, Consigliere per la Regione America Cono Sud, che attualmente si trova impegnato in Visita Straordinaria all’Ispettoria “San Luigi Gonzaga” di Brasile-Recife.

            Dal 18 al 23 il Consigliere Regionale ha sostato a Salvador, per conoscere la ricca presenza salesiana nella capitale dello Stato di Bahia. Dopo aver avuto, già il 17 aprile, un primo assaggio turistico-spirituale della città, don Romero ha iniziato la visita nella mattinata di domenica 18 con l’Eucaristia nel Santuario di Maria Ausiliatrice e un successivo primo incontro con i membri della Famiglia Salesiana locale, nelle strutture del Liceo Salesiano.

            Il giorno seguente si è concentrato nell’animazione della comunità salesiana. Don Romero ha condiviso ed evidenziato con i suoi confratelli alcuni punti importanti legati al Capitolo Generale 28, soprattutto nello sviluppo e nella vita della Comunità Educativo-Pastorale (CEP). Inoltre, ha sottolineato la dimensione dell'evangelizzazione, con l'obiettivo che l'azione salesiana non si riduca all'assistenzialismo, e l'importanza del sacramento salesiano della presenza. Dopo l'incontro di gruppo, il Visitatore ha iniziato le conversazioni individuali con i singoli religiosi.

            Martedì 20 aprile l’ha speso conoscendo più a fondo la realtà dell’Istituto Salesiano, nel dialogo con docenti e personale, quindi, tramite la piattaforma Meet, anche alcuni gruppi di allievi, e infine nell’incontro con le équipe di Pastorale e Pedagogia.

            Un programma del tutto analogo, ma dedicato a conoscere la realtà del Liceo Salaesiano di Salvador, è avvenuto due giorni dopo, il 22 aprile. E al mattino successivo il Consigliere Regionale è partito alla volta di Aracaju, Stato di Sergipe. Dopo alcuni giorni di sosta in quella realtà, dal 29 aprile al 1° maggio il Visitatore ha soggiornato presso Matriz de Camaragibe, nello stato di Alagoas. Tra i vari appuntamenti realizzati nelle quattro giornate, si segnalano: quello con la Famiglia Salesiana, durante il quale don Romero, con cuore attento e aperto, ha invogliato tutti i presenti a raccontare un po’ delle loro attività; quello con i vari gruppi pastorali e movimenti attivi nella parrocchia locale; quello con l’arcivescovo di Maceió, mons. Antônio Muniz; con i giovani dell’oratorio; e con i componenti della “Filarmonica Bom Jesus”.

            Infine, il 2 maggio, don Romero ha raggiunto il comune di João Pessoa, capitale dello Stato del Paraíba, e in quello stesso giorno ha presieduto una Messa per i giovani che animano quella presenza salesiana.

            Il Consigliere Regionale resta in visita a João Pessoa fino ad oggi, 6 maggio.

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            • India – La risposta salesiana di fronte alla “crisi senza precedenti” della nuova ondata di Covid-19
              India – La risposta salesiana di fronte alla “crisi senza precedenti” della nuova ondata di Covid-19

              (ANS – Nuova Delhi) – “La seconda ondata di Covid-19 in India e in particolare a Delhi è violentissima. Ogni telefonata che riceviamo è una disperata richiesta di aiuto o viene fatta per informarci della morte di qualcuno. Abbiamo perso molti dei nostri amici e parenti del personale. Pochi membri dello staff sono in situazioni critiche, ma molti sono risultati positivi”. Così ha scritto in una straziante lettera il salesiano indiano don Biju Akkilettu, Economo dell’Ispettoria di Nuova Delhi.

              Negli ultimi giorni nel Paese sono stati riscontrati più di 400mila casi e circa 3.500 morti al giorno, il numero più alto registrato ad oggi in tutto il mondo dall’inizio della pandemia. Nella capitale tutti gli ospedali sono in crisi, non si trovano letti disponibili, le persone sono ammassate nei corridoi, mancano le attrezzature e l’ossigeno.  Fino a un mese fa, i più ricchi, le persone benestanti, riuscivano a trovare un letto disponibile in ospedale o un medico che potesse andare a fare assistenza domiciliare, ma ora nessuno può dirsi al sicuro, a causa della mancanza di personale e attrezzature.

              E se la violenza di questa ondata sta colpendo tutti i ceti sociali, la popolazione emarginata è però quella che sta soffrendo di più: le famiglie povere delle baraccopoli, i bambini degli slum, coloro che vivono per strada, i migranti, le persone con disabilità…

              Continua don Akkilettu: “È una situazione davvero grave, stiamo cercando di fare del nostro meglio per raggiungere le persone in tutti i modi possibili. Sulla base delle richieste di aiuto che riceviamo ogni giorno e secondo la nostra valutazione, abbiamo preparato un piano di azione di emergenza a sostegno delle persone vulnerabili in questo contesto di disastro sanitario”.

              Anche nell’Ispettoria di Bangalore la situazione richiede il massimo sforzo: “BREADS”, l’Ufficio ispettoriale di Pianificazione e Sviluppo, è già entrato in azione a tutti i livelli: ha iniziato a consegnare cibo a domicilio ai malati in quarantena; rifornisce di mascherine, igienizzanti e dispositivi di protezione individuale don Anil D’Sa, Responsabile dei Gruppi e Movimenti Giovanili, e tutti i giovani volontari che insieme con lui s’impegnano nel servizio ai bisognosi e nell’aiuto agli infermieri e ai medici negli ospedali della città; sta sostenendo economicamente anche molte famiglie che non riescono a far fronte alle spese mediche/ospedaliere o che a causa della pandemia hanno perso il capofamiglia; inoltre, sta anche progettando, in collaborazione con il comune, un centro per i pazienti di Covid-19 nelle baraccopoli di Lingarajapuram.

              Il tutto, mentre anche molti salesiani, giovani e membri del personale sono risultati positivi ai test e anche loro hanno bisogno di essere curati.

              Infine, anche nell’Ispettoria di Hyderabad l’Ufficio ispettoriale di Pianificazione e Sviluppo “Bosco Seva Kendra” ha predisposto un vasto programma di soccorso per fra fronte alla “crisi senza precedenti” che ha colpito il Paese. Il progetto prevede di consegnare cibi già cucinati e nutrizionalmente bilanciati a 5.000 nuclei familiari (4 persone di media); scorte alimentari (cereali, olio, biscotti, sale…) e kit per l’igiene (fazzoletti, mascherine, igienizzanti…) a 2.000 famiglie; kit medici (inalatori, termometri, vitamine…) e di nutrienti (cibi e bevande energetici) a 1.500 famiglie; e 1.000 kit specifici per donne in gravidanza e neo-mamme.

              Per ulteriori informazioni e collaborare, visitare i siti: www.facebook.com/donboscosolidarity.vscovid.3 e www.missionidonbosco.org 

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              • Filippine – Solidarietà e comunione nel quartiere: una parrocchia salesiana lancia la sua "dispensa comunitaria"
                Filippine – Solidarietà e comunione nel quartiere: una parrocchia salesiana lancia la sua

                (ANS - Mandaluyong City) – La parrocchia salesiana “San Domenico Savio” di Mandaluyong City ha lanciato una propria versione di “dispensa comunitaria” lo scorso 27 aprile, nel primo giorno della Novena a san Domenico Savio – che la Famiglia Salesiana celebra oggi, 6 maggio.

                Una dispensa comunitaria è un servizio gratuito che fornisce cibo direttamente a quei membri di una comunità che soffrono per la mancanza di cibo. Come si può capire, in questo tempo di pandemia, rappresenta un’ancora di salvezza per tanti.

                I rifornimenti nella dispensa comunitaria vengono ricaricati da qualsiasi membro della comunità e sono lasciati a disposizione per chiunque possa beneficiarne. L’idea di fondo, pienamente evangelica, è che le persone possano prendere quanto hanno bisogno e donare quello che possono.

                Il progetto è guidato da don Eduardo "Duds" Hila, SDB, parroco, anche se vi partecipano in collaborazione le 17 organizzazioni della parrocchia, le unità di governo locale (LGU) e tanti privati cittadini della parrocchia.

                Gli organizzatori dell’iniziativa sin dall’inizio hanno utilizzato un approccio coinvolgente e inclusivo, e hanno richiamato nell’impresa diverse organizzazioni che aiutano nell’intero processo: dalla richiesta di donazioni all’imballaggio, dalla gestione della dispensa all’inventario e all’educazione della gente sul valore di questo progetto. Mentre alcuni funzionari locali monitorano il corretto protocollo sanitario e la distanza sociale per quelle persone che si avvalgono dei beni essenziali gratuiti.

                Il proseguimento dell’iniziativa nel tempo è una grande sfida per i volontari, ma essi credono fermamente nell’amorevolezza e nella generosità degli individui e delle famiglie. Per questo incoraggiano i residenti della zona a condividere ciò che hanno e a metterlo nella dispensa comunitaria.

                E d’altra parte l’amorevolezza e la generosità sono contagiose e stimolano la bontà di ogni individuo e lo spirito comunitario proprio dei Filippini. Testimonia uno dei volontari: “Riceviamo molto sostegno dal nostro parroco e da altri sacerdoti della comunità. Pensavamo che le nostre scorte di cibo si sarebbero presto esaurite, ma poi arriva sempre qualcosa di nuovo”.

                In questo periodo di pandemia, in cui la fame è più visibile e ha causato grandi preoccupazioni, paura e disperazione tra molti fedeli, la parrocchia salesiana ha deciso di rispondere con un surplus di compassione, amorevolezza, unità. La dispensa comunitaria della parrocchia testimonia infatti “l’amore di Dio in azione” nell’“Amore per il prossimo”, dove le persone che hanno di più condividono le loro benedizioni e coloro che sono nel bisogno ricevono proprio ciò che gli manca.

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